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"Non mi vogliono alla TV perchè... piaccio troppo alle ragazzine" (Bolero Teletutto, 1969)

Conversazioni in fil di fioretto...

Maurizio Arcieri ha 24 anni. E' nato a Milano, ma ha trascorso i primi anni della sua vita in Francia, Paese di origine della madre. Maurizio è salito alla ribalta come cantante solista dei New Dada. Quando i New Dada si sciolsero (la cosa provocò un lungo strascico legale per la "proprietà" del nome) preferì mettersi per conto suo.
L'ultimo "pallino" di Maurizio è la scherma e il cantante trascorre lunghe ore in palestra con il fioretto in mano, deciso a impadronirsi di tutti i segreti del nobile sport. Le canzoni di Maurizio vengono sempre presentate come frutto delle sue esperienze sentimentali: il cantante sostiene che non si tratta di una trovata pubblicitaria, ma della pura verità.

Maurizio and his foilServizio di Mirella Ferri, foto di Roberto Casagrande

Milano, febbraio

C'era una cosa che volevo sapere subito da Maurizio: come mai, nonostante la sua grande popolarità, le sue apparizioni televisive sono così sporadiche.
Maurizio, che sta tirando di scherma in una palestra milanese, non si fa pregare per rispondere e le sue parole, in clima con l'ambiente e l'abbigliamento, sanno di "stoccata":
"Io sono boicottato dalla televisione per via dei testi delle mie canzoni che sarebbero troppo veri... E' una cosa assurda, ma sta così!".

Tutto dinoccolato, con i sui 60 chili scarsi, Maurizio è uno dei pochi personaggi della canzone italiana sempre amati dal pubblico giovane, soprattutto femminile, indipendentemente dai suoi successi discografici.
Ha la barba lunga, i capelli (meno biondi del solito) arruffati, e, terminata la lezione, indossa un cappottone di pelle.
A tratti ha l'aria malinconica di chi non riesce a lasciarsi dietro niente del suo bagaglio di delusioni, di tristezze passate.

Ci invita a colazione in un tipico ristorante milanese e, per strada, cominciamo a chiaccherare del più e del meno.
Veniamo così a sapere che ai suoi ultimi successi discografici, quali Cinque minuti e poi ed Era solo ieri, aggiungerà tra breve un nuovo disco, ancora senza titolo, ma che conterrà, come gli altri, una romantica storia d'amore da lui realmente vissuta.

Il Festival di Sanremo lo ha lasciato tra i molti esclusi, indifferente e senza rimpianti. Alla nostra domanda:
"A che cosa avresti rinunciato per essere presente a Sanremo e cantare la canzone vincente?" risponde senza alcuna reticenza che, pur di partecipare al Festival e di vincerlo avrebbe rinunciato solo a cose spiacevoli e brutte.

A tavola tra un piatto e l'altro, senza alcun rispetto per il suo sacro pasto, lo tempestiamo di domande:
"Tu vieni da una famiglia bene. Che vantaggi e che svantaggi ti sono derivati, nella tua carriera artistica, da questa situazione?"

"Nessun vantaggio, anzi qualche svantaggio: infatti gli addetti alla pubblicità della mia casa discografica hanno avuto senz'altro maggiori difficoltà a imporre ed elevare il mio personaggio che non aveva in partenza quei requisiti patetici e romantici che piacciono tanto al grosso pubblico."

"Ti vergogni ad andare in giro con un mazzo di fiori in mano?"
"No. Tutt'altro. Spesso porto dei fiori a mia madre, specie quando torno da un lungo viaggio.".

"Quando una ragazza scende dalla tua auto,  ti precipiti ad aprirle la portiera o la saluti restandotene seduto?"
"Dipende da un sacco di cose: la ragazza, la stima che ho di lei, la simpatia che ci lega, il mio umore. E' tutta una questione di momenti e di situazioni particolari".

"Le storie d'amore che accompagnano puntualmente l'uscita di ogni tua Maurizio resting after sports activity...nuova canzone le inventi tu o l'ufficio stampa della tua casa discografica?".
Risponde alla domanda un po' deluso dalla nostra diffidenza verso questi suoi, più o meno presunti, romanzi d’amore.
"Quando ho l’ispirazione per una nuova canzone ne discuto con il paroliere e il compositore. Racconto loro determinate situazioni, pensieri e situazioni che io vivo in quel momento o che ho vissuto recentemente. Cosi le parole e la musica della canzone, che sta per nascere, sono il più aderenti possibile alla mia vita intima".

"Se ti rapassero a zero prenderesti la cosa con filosofia o ne soffriresti?"
"Soffro sempre a cambiare qualcosa di me. Penso che mi barricherei in casa fino a quando i capelli non mi fossero cresciuti di nuovo."

"Tutte le donne ti trovano bello. Pare che invece che tu ti trovi brutto. Insomma, dì un po' adesso com'è questa faccenda".
Il quesito lo diverte, anche se ormai se l'è sentito proporre decine di volte.
"Non so... non so proprio valutarmi", risponde. "Riesco a definire belli o brutti soltanto gli altri. Per quanto rigurada me, non credo di essere bello, ma solo di piacere. E forse questo è molto più importante!".

"Sembra che soprattutto ispiri tenerezza. Non preferiresti invece scatenare amori, passioni travolgenti?"
"No, perché la tenerezza resta sempre, resiste al trascorrere del tempo ed è una componente essenziale dell’amore."

"Visto che esteriormente non hai certo del tipo latino, hai qualche cosa di nascosto con questa caratteristica?"
"La gelosia!"

"Quando devi staccarti da una persona che hai smesso di amare, come ti comporti?"
"Ho smesso di amare (e in quei casi ho detto tutto subito francamente) quelle ragazze che non mi interessavano molto. Quelle che amavo anch’io, però, sono sempre state loro a lasciarmi!"

"Quand’è stata la prima volta che ti sei accorto di piacere alle donne?"
"Non mi sono mai accorto di piacere alle donne. Eppoi non le guardo mai, così, indiscriminatamente. Guardo solo quelle che piacciono a me".

"Perché il tuo nome non è mai legato a quello di qualche donna famosa? Non trovi che lo scandalo possa essere una componente del successo?"
"Senz’altro. Ma per ora non sono disponibile per questo genere di compromesso".

"Pare che tu sia molto religioso: hai mai fatto un voto?"
"No, perà spesso chiedo a Dio qualche piccolo favore. E devo dire che di solito mi dà retta."

"Qual è il tuo show televisivo ideale? Se tu ne fossi il mattatore, che cast ti sceglieresti?"
"Potendo vorrei avere accanto a me Paola Pitagora, poi come partners cantanti Johnny Dorelli e Patty Pravo. Vedette permanente: i Beatles. Come valletta mi piacerebbe Brigitte Bardot e Manfredi come comico. Come ospiti saltuari mi andrebbero Richard Burton e Catherine Deneuve."

"Usi profumo?"
"No".

Concludiamo così la nostra intervista con un Maurizio deciso, allegro e divertente. Un Maurizio che ha lasciato da parte per un po' le sue tragiche stone d’amore, la sua tristezza e la sua fondamentale timidezza.





 

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