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"Sexy Sound - Sesso e Censura" - (Nuovo Sound- 1977)

Recentemente si è assistito all'esplosione del cosiddetto 'sexy sound' un genere musicale (se così si può definire) basato soprattutto su testi particolarmente eloquenti che solo poco tempo fa avrebbero sollevato un vespaio di polemiche presso critica e pubblico, provocando l'intervento immediato della censura. Nel servizio che segue, esaminiamo alcuni dei 'casi' più clamorosi degli ultimi anni, confrontandoli con l'attuale produzione

Il "sexy sound" dei Chrisma

Negli ultimi anni il fenomeno del cosiddetto 'sexy sound' ha subito una indiscutibile evoluzione: mentre prima ci si limitava a realizzare dischi caratterizzati da sospiri e frasi estremamente eloquenti, con una 'base' musicale più o meno languida, oggi si tende ad ampliare il discorso creando veri e propri spettacoli basati su questo particolare genere musicale, Chrisma at Festivalbar, 1976aggiungendo quindi l'immagine al suono.
Anche in Italia qualcuno ha già cominciato a percorrere questa strada: si tratta dei Chrisma, un duo formato da Cristina e Maurizio Arcieri, che hanno lanciato pochi mesi fa un 45 giri dal titolo particolarmente significativo, 'Amore'. Come si è visto, in occasione della serata finale al Festivalbar, i due, oltre a recitare poche parole su uno sfondo musicale, creano un vero e proprio 'show' reso ancor più eccitante dalla bellezza provocante di Cristina.
A beneficio dei lettori più giovani, c'è da dire comunque che Maurizio non è un personaggio 'nuovo' nell'ambito delta musica italiana: durante gli Anni Sessanta, infatti, il suo nome acquistò una certa popolarità presso gli appassionati grazie alla sua attività di cantante solista con uno dei primi complessi beat nostrani, i New Dada, passati alla storta come 'gruppo supporter' dei Beatles nella loro unica tournée italiana. Dopo lo scioglimento della formazione milanese, Maurizio si dedicò all'attività solistica con buon successo (tra i suoi brani più famosi, ricordiamo 'Cinque Minuti E Poi…', 'Elisabeth', '24 Ore Spese Bene Con Amore', etc.), per poi formare, in tempi più recenti, i Chrisma con la moglie Cristina.

Sesso e censura

Chi ha visto il film di Alberto Sordi, "Il Comune Senso Del Pudore", avrà forse esclamato, come ho fatto io uscendo dalla sala: "Due ore sprecate!". E, in effetti, pur stimando abbastanza l'attore romano, l'ultima sua prova di regia lascia perplessi e soddisfatti a metà. Esattamente quella metà che concerne il tema scelto (il pudore) e la chiave di svolgimento (la comicità). Si ha l'impressione, infatti, che come "Il lutto si addice ad Elettra", così "il ridicolo si addice al sesso". Strumenti legalizzati di siffatta comicità, a servizio delle più riuscite barzellette, la censura e il sequestro. Miriamo direttamente all'obiettivo. Il film di Sordi ci serve, qui, da pretesto. La nostra riflessione, piuttosto, si indirizza verso un campo ben preciso che vede, come protagonisti, la musica, il sesso e la censura. Volendo, con i ritagli dei quotidiani, si potrebbe ricostruire una ministoria: un collage da affidare ai posteri per "l'ardua sentenza".

Se dovessimo scegliere una data "storica", ci rifaremmo indietro, fino al Febbraio del 1959, mese in cui si registrano le prime scaramucce. "Tua", nell'interpretazione di Jula De Palma, scandalizza non pochi benpensanti. La cantante - si dice - suscita pensieri erotici e va controllata, frenata. Ci siamo: la scintilla non tarda ad accendere piccoli focolari. Si vede "grave offesa al comune senso del pudore" un po' dovunque: ne "La biga" di Testoni-Panzeri, ne "Il Tango Delle Capinere" di Cherubini-Bixio, in "lo Cerco La Titina".
La RAI, addirittura, censura l' "Ave Maria" di Gounod, interpretata non "troppo misticamente" da Jula De Palma (e il caso vuole che trovi invece ospitalità nella Nuovo Sound Cover, 1977Radio Vaticana!). Dalla Francia arriva un disco di Maurice Chevalier, "Valentina", che circola indisturbato in lingua originale per un po' di tempo. Poi, quando si pensa di tradurlo, si scopre che contiene la parola "seno". C'è chi alza l'ingegno e la sostituzione con... "pitone": e così il cantante italiano si ritrova ad "accarezzare la pelle di un serpente"! Nel Febbraio del '60, scoppia il caso "Nuda" di Modugno. Il Procuratore della Repubblica di Roma lo sequestra per oscenità. Quattro mesi dopo, a Milano, lo stesso provvedimento scatta contro un 45 giri americano che contiene I'effusione di due cuori solitari: "The Jungle Chase".

E', però, nel 1968 che si riprende a parlare di porno-dischi: in pochissimo tempo "Je T'Aime, Moi Non Plus", lanciato da Jane Birkin e Serge Gainsbourg, raggiunge la vetta dei quattro milioni di dischi. In Italia, appena mette il naso fuori, la Questura di Milano lo sequestra. I tempi non sono ancora maturi e autori e cantanti preferiscono velare l'erotismo, lasciarlo intuire. Ma la censura è già un Cerbero che vigila attentamente. La RAI acquista un ruolo di primo piano. Si scaglia su Roberto di Montecarlo e il suo "Tema D'Amore", su Lucio Battisti e quel "La sento, mi chiama / la vedo in pigiama / e lei s'avvicina /…. vicina, vicina, vicina... " con il quale si concludeva "Dio Mio, No! ".
Nella "Canzonissima" del 1972, interviene sui testi proposti da Gianni Nazzaro e Orietta Berti. C'è aria di inquisizione e i mutamenti imposti diventano tragicomici. Nazzaro, invece di cantare scandalosamente "La donna cambia letto, ma il fiume no/ qualcuno canta ancora ma sta morendo/ e io faccio l' amore pensando a te", si converte e dice: "La donna cambia strada, ma il fiume no/ qualcuno canta ancora ma sta morendo / e vuoto il bicchiere pensando a te". La Berti (possibile? anche lei?), al posto di un "Quando l'amore tira, la donna gira", dice: "Quando la donna gira, l'amore va". Non siamo sul piano delle quisquilie e delle sottigliezze - si ripete a Viale Mazzini - ma in quello della sostanza. Sto pensando, istintivamente, a Cecco Angiolieri e al suo "voler esser foco"; avrei voluto essere una mosca (per ascoltare, non visto) il giorno in cui si censurò anche... Carosello.

Chissà quale "sostanziale motivo" avrà sottoposto all'attenzione della Commissione inquirente il promotore della sostituzione dello slogan adottato per reclamizzare una polvere per bambini che, dall'originale "Usatelo per il suo sederino d'oro", fu tramutato in TV nel più castigato "Usatelo per il vostro tesorino d'oro"! E l'opinione pubblica, intanto, come reagisce? All'italiana: si indigna, si placa, sorride. C'è un momento, anzi, in cui va alla ricerca, sul quotidiano del mattino, del sequestro del giorno per riderne con gli amici, al bar. "In fondo - si pensa - meglio questo genere di sequestri, che quelli di persona!". A Palermo, intanto, si fa strada un protagonista. E' il Pretore "senza macchia e senza paura" già noto per aver "misurato" la minigonna della turista rubasguardi e per aver "cronometrato" il bacio dei due fidanzatini nel segreto dell'utilitaria. Una mattina dell'anno del Signore 1974, fa irruzione in un negozio di via S. Basilio e razzia musicassette con copertine "fitusi", per il valore di 800.000 lire. Dopo quasi due anni di silenzio, la musica erotica torna alla ribalta. Non certo per la porta principale.

La RAI, che agli inizi del gennaio scorso collezionò l'ennesima gaffe censurando a "Nastro Di Partenza" quella stessa "Le Chat" che - contemporaneamente - veniva trasmessa dalla Radio Vaticana, non è più l'incontrastata sovrana dell'informazione audiovisiva e del tempo libero.
Emittenti private, libere da divieti e controlli, offrono ospitalità a quel filone erotico che sembrava moribondo sotto i colpi della censura. Dall'estero sono arrivati, uno dopo l'altro, "You, New Skin For The Old Ceremony" di Leonard Cohen, "Mondo Disco" di El Coca, "Femmes" di Nathalie Et Christine, "Love To Love You Baby" di Donna Summer, "Live Show" dei The Sweet Hands", in Italia il primo "colpo" lo ha dato Loredana Bertè con il suo "Streaking", seguito da "La Prima Volta" di Andrea e Nicole.

Di Di quest'ultimo la EMI ne ha tirato fuori un 33 giri che vende sigillato (fascino del proibito!), con la "Storia" abbozzata in fumetto, da contorno. E' in cantiere anche il film, dicono. In tutti questi pezzi, i momenti "salienti" sono registrati dal vivo, all'insegna del realismo. Sospiri, mezze parole e gridolini emergono e vengono sommersi dalle note di una musica dolce e suadente allo stesso tempo. E' il momento del pornodisco - dicono le case discografiche - e, in barba alla RAITV, Patty Pravo ("Quale Signora"), Iva Zanicchi ("Libera Senza Complessi") e Mina ("Nuda") non si sono lasciate sfuggire l'occasione. Adesso sentiremo chiedere "dove andremo a finire?" e se il filone erotico avrà lunga vita. Forse la censura, attaccata con violenza da più parti, allenterà sorveglianza e interventi, rifugiandosi nei terreno nazionale. Ma qual è attualmente, il vero "terreno nazionale"? Le radio libere, alle quali si accennava precedentemente, pur agendo su una cerchia ristretta di ascoltatori, si sono talmente moltiplicate in quest'ultimo tempo da minacciare un dissanguamento dei programmi nazionali. A Roma, da mezzanotte in poi, Radio Luna propone una trasmissione erotica condotta dalla ventenne attrice ungherese Ilona Staller, dal titolo programmatico: "Voulez-Vous Coucher Avec Moi?".

In Sicilia, durante il periodo estivo, ho avuto modo di ascoltare un'emittente locale che "rallegrava" le casalinghe con battute a doppio senso, emule delle allucinanti serate invernali nel periodo del servizio militare. In tutta Italia, milioni di telespettatori seguono le trasmissioni di Capodistria perché hanno saputo, dal vicino di casa, che spesso i film vengono trasmessi in edizione integrale. E allora? Che senso ha (o continua ad avere) quella forbice in mano ai censori? Mi viene in mente un altro film: "Lenny" di Bob Fosse. E' la storia di un comico accusato di oscenità e, praticamente, spinto al suicidio. Le sequenze del processo sono drammatiche, eppure di una comicità irresistibile; e l'ilarità scaturisce più prepotente ogni volta che "la legge" richiede maggiore serietà. Non si può fare a meno, vedendo "Lenny", di pensare alle cose di casa nostra: alla RAI, ai procuratori di Roma e Milano, al Pretore di Palermo. Non si può fare a meno di pensare a tutto quel tempo sprecato misurando reggiseni e minigonne, quando si dovevano dedicare più ore e attenzione all'educazione sessuale nelle scuole e nelle famiglie, lasciando a chi ne aveva voglia - per dirla con la Mina del già citato "Nuda" - "il gusto di ridere" su gambe e sederi.

Italo Spada





 

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