Noi, le icone di Chiambretti (Corriere della Sera Milano, 23 april 2009)
Sphinx - Sul palco l'ex cantante dei New Dada e la sua compagna, pionieri dell' electro-punk e dei fuorionda in tv
I Krisma: «Ne abbiamo viste tante che giudichiamo come fossimo nell' aldilà». 35:
gli anni del sodalizio della coppia Maurizio Arcieri e Christina Moser. 1965:
l' anno in cui i New Dada fecero da spalla ai Fab Four al Vigorelli.
Nel variopinto caravanserraglio dell' ultimo Chiambretti, tra gemelli ciccioni, finte Maionchi e conturbanti starlette, alla fine l a scena se la prendono loro: da una piattaforma, due simpatici signori giovanilmente vestiti, detti gli Ex Voto, emettono «sentenza» sui vari protagonisti della serata.
Quei signori, Maurizio Arcieri e Christina Moser, insieme da più di 35 anni, si chiamano Krisma.
E, a differenza degli altri, non recitano alcuna parte: «Chiambretti - racconta Arcieri - che conosciamo da tanti anni, ci ha chiamato perché
ne abbiamo viste talmente tante da poter giudicare come se fossimo nell' aldilà».
Se il grande pubblico forse li ignora, per chi mastica di sale da ballo e sperimentazione, i Krisma sono delle icone viventi, primo gruppo italiano ad aver declinato all' italiana la temperie dell' electro-punk anglosassone, alla metà degli anni 70, iniziatori della cosiddetta Italian Disco.
Con album oggi introvabili (gli
album in realtà si trovano, qui le info - ndr) come «Chinese Restaurant» o «Cathode Mamma»: stasera, invitati dal
Festival Elita, saranno allo Sphinx, in zona Papiniano, locale che da un paio mesi si sta rapidamente trasformando in un' interessante fucina underground. «Veramente facevamo punk ancor prima che si chiamasse così, vestendoci di nero con un sacco di trucco in faccia» puntualizza Maurizio, milanese di Porta Romana.
Che nella vita precedente all' incontro con Christina, al grande pubblico era arrivato con i
New Dada, pionieri del beat italiano, e per questo spalla dei Fab Four, insieme a Peppino di Capri e altri ancora, al mitico
Vigorelli ' 65 («gli unici a non essere fischiati, a parte i Beatles»).
Poi i Krisma e gli anni 70, turbolenti alquanto: «Una sera, mi tagliai un dito in sfregio agli autonomi che ci davano dei nazisti. Scappammo a Londra». E poi a New York, dove entrarono nelle classifiche Oltreoceano: «Anni stupendi, cenavamo con Warhol, un' aria di libertà incredibile. Poi è arrivata l' Aids, i nostri amici hanno iniziato a morire, ci siamo spaventati e siamo tornati indietro». Per scoprire che in Italia «la situazione musicale era terribile, non avevamo interlocutori, se non Vasco che sosteneva di essere un nostro "figlio" putativo».
Così la virata verso la televisione, dietro le quinte di
«Fuori orario» ai tempi della fertile Raitre di Guglielmi:
«Abbiamo inventato i fuorionda e abbiamo fondato una nostra
emittente,
Krisma tv». Ora la riscoperta, grazie a Chiambretti ma non
solo: «In realtà non siamo mai scomparsi - concludono in coro
Maurizio e Christina - quando iniziammo, avevamo la sensazione
di star facendo qualcosa di veramente nuovo. E il tempo ci ha
dato ragione».
Sphinx, viale Papiniano 59, ore 22, ingr. libero con tessera
Matteo Cruccu
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