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I Krisma: "Siamo pazzi per Genova" (Corriere Mercantile - Nov. 8, 2007)

Al “Milk Club” proporremo alcuni inediti.  Sanremo? Non ci interessa proprio

"Che musica fanno Krisma? Fanno la musica dei Krisma". Scherza Christina Moser, insieme a Maurizio Arcieri, anima di una band che ha segnato la scena elettronica italiana specialmente negli anni Ottanta, ovvero i Krisma.
Scherza ma si fa seria quando inizia a parlare di Genova, città che sabato sera, alle ore 22, li vedrà esibirsi al “Milk Club” di via Mura delle Grazie:
"Adoro la città. Abbiamo iniziato a conoscerla bene negli ultimi quattro anni, e sembra un po’ New York. Comunica di Chris by Laura Rodarisicuro buone sensazioni, e poi si mangia bene ed è una città di marinai. Adoriamo questo posto e veniamo sempre molto volentieri."

Molti sostengono che i genovesi siano antipatici. Che ne pensa?
"I genovesi sono difficili se sei odioso, se invece gli stai simpatico non ci sono problemi. In quest’ultimo caso arrivano a essere addirittura ospitali, alla faccia del “braccino corto” e dei falsi luoghi comuni. Sono tutte cose che con i genovesi veri non hanno niente a che vedere".

Un altro di cui si usa esaltare l’antipatia è un vostro caro amico, Franco Battiato...
"Solo un deficiente può sostenere che Franco sia una persona antipatica. Lui è, artisticamente parlando, la persona più decente in Italia, mentre dal punto di vista umano è fantastico, è intelligente, è bravo, è un gentleman. Gli vogliamo bene e lo consideriamo uno di famiglia".

Torniamo a parlare di Liguria. Ci andreste mai a Sanremo?
"Soltanto se ci strapagassero e se avessimo già in mano la copertina di “Tv, Sorrisi & Canzoni” con noi come vincitori. Battute a parte, non ci chiameranno mai e non ci ha mai intrigato quel posto li. Non passano belle canzoni da Sanremo, non è mai successo nella sua storia".

Niente Festival, però magari un reality? Ora vanno di moda i personaggi che hanno avuto popolarità negli anni Ottanta...
"A me piace bere, fumare, mangiare, dormire sino all’ora che vogilo. Non ci andrei neanche morta in un programma del genere. E poi a fare cosa? Non mi sentirei a mio agio in un contesto simile, lo lascio fare agli altri miei colleghi e io preferisco starmene a casa".

La tv le piace?
"Solo Ral 3 e La 7. In senso generale, noto una cosa in Italia: i programmi del mattino sono decenti, man mano che si arriva verso sera, le trasmissioni peggiorano. Forse perché al mattino non ci sono tante persone davanti alla televisione e quindi si possono fare cose un pochino più intelligenti. Ma dal pomeriggio in poi, è quasi tutto da buttare via".

Al “Milk Club” cosa proporrete?
"Brani estratti da tre dischi rimasterizzati di recente, ovvero “Chinese Restaurant”, “Hibernation” e “Cathode Mamma”. Più un paio di inediti, ai quali siamo già molto affezionati".

E sempre stato difficile definire la vostra musica, vuole provarci lei?
"Facciamo musica come se fossimo proiettati nel 2040".

E il 2040 com’è?
"In inverno fa sempre più caldo, e la gente spera di poter vedere il 2050".

Insomma, il riscaldamento della Terra proseguirà anche in futuro...
"Credo di si. Qualche giorno fa mi è venuta una botta di paura osservando delle piante del mio giardino, piante che invece di avere le foglie gialle per via dell’avvicinarsi del freddo, si apprestavano a fiorire. Non so se tutto ciò dipenda dall’effetto serra o da altre motivazioni, ma qualcosa sul nostro pianeta è evidente che non va. E nel 2040 la gente ha paura di non vedere il 2050".

Appuntamento sabato sera, aIle 22, nel locale di via Mura delle Grazie.

Francesco Casuscelli





 

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