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Krisma: Adesso che non ci tagliamo pił le dita (Vanity Fair, maggio 2012)

Ex punk “un po' fuori”, i KRISMA sono sopravvissuti a molotov e incidenti “sanguinari”. Ma non si fermano. E guardano a Bollywood

di Andrea Scarpa - foto Andrea Colzani

Maurizio Arcieri e Christina MoserSono invecchiati Maurizio Arcieri e Christina Moser, i Krisma, ma non sono cambiati: sempre un po’ matti, creativi, sinceri fino all'autolesionismo. E sempre alle prese con musica - Many Kisses, Cathode Mamma, Clandestine Anticipation alcuni successi del duo - e Tv, l'altra loro passione (Pubblimania, Sat Sat, Krisma Tv, Chiambretti Night. . .).
La coppia - marito e moglie dal '72 - poco tempo fa ha pubblicato Chyhernation, un cofanetto con 16 pezzi interpretati da altrettanti artisti e gruppi rock italiani e statunitensi - Red Flag, AntiQuark, Cosmic Boilers, tra gli altri - e due inediti dei Krisma stessi. Opera Punk e la cover di La Forza Mia, di Marco Carta. L'appuntamento è sul Lago Maggiore, dove vivono isolati da vent’anni.
Si parte con il botto: Maurizio parla di un'email “non capita” dei Coldplay.

Che cosa c’era scritto?
Maurizio: “L'anno scorso mi scrisse uno di loro dicendo che alla band sarebbe piaciuto collaborate con noi. lo neanche sapevo chi fossero, e ho risposto di no. Che cazzata.“.
Christina: “Neanche i Subsonica conosceva” (nel 2002 i Krisma hanno scritto Nuova ossessione, ndr).

Ora cosa state facendo?
C: “Stiamo suonando ovunque, ci hanno chiamato anche a Pechino e Shanghai. Ci piacerebbe andare in India e lavorare per Bollywood. All'estero ci è sempre andata bene”.

Nel 1978 vi trasferiste a Londra dopo un concerto in cui Maurizio si tagliò un dito con un coltello: fu un incidente o un gesto voluto?
M: “Anche se eravamo vestiti da punk, non cantavamo storie di fabbriche, e così qualche idiota ci affibbiò l'etichetta di filonazisti. Quella sera, vicino a Reggio Emilia. arrivarono alcuni autoriduttori (quelli che negli anni 70 per motivi politici non volevano pagare i biglietti ai concerti. ndr) con le molotov. Io, per provocarli, mi tagliai un dito e lo infilai insanguinato in bocca a uno del pubblico”.
C: "In ospedale gli misero qualche punto, e il giorno dopo il prefetto cancellò tutte le 43 date del tour per paura di altri disordini. Maurizio venne denunciato per autolesionismo. Scappammo a Londra, dove il singolo Black Silk Stocking era in classifica”.

Nel 1980 il duo diventò trio con il tedesco Hans Zimmer, autore di colonne sonore.
M: “Era un tastierista fantastico. Con noi fece l'album Cathode Mamma, ma non gli piacevano i tour e dopo un anno e mezzo ci lasciò. Visti i risultati, fece bene (Zimmer ha composto le musiche di Rain Man, II gladiatore, Thelma & Louise, I pirati dei Caraibi e ha vinto l’Oscar per il Re Leone, ndr”.

Poi, nel 1982, a New York.
M: “Arrivammo in città perchè l'etichetta Atlantic (per "Fido") ci fece un contratto da 500 mila dollari, all'epoca un'enormità”.
C: “Al Danceteria giocavo con i videogiochi assieme ai Ramones, mentre sotto di noi ogni settimana si esibiva Madonna. Purtroppo dopo un po' si diffuse un'"allergia” micidiale. Ci spaventammo, e dopo un anno tornammo in Italia. Quella "allergia” era Aids”.

E' vero che nel 1982 per l'album Clandestine Anticipation licenziaste dopo una sola canzone il produttore Martin Hannett, già con Joy Division e The Psychedelic Furs?
C:  “Durante una pausa, in uno studio di registrazione ad Hilversum, in Olanda, quel pazzo si mise a sfasciare tutto: era in crisi di astinenza da eroina. Maurizio non c'era e fui costretta ad andare a comprargli una dose. Il giorno dopo lo mandammo a cagare. Noi siamo fuori, ma non cosi”.

Non avete mai esagerato?
M: “Mai, anche se sono stato precoce: la prima canna la fumai nel '59, a Brera. Avevo da poco cominciato a suonare (nel 1965 con i New Dada, Arcieri si esibì come supporter dei Beatles in Italia, ndr). Adesso mi piacerebbe provare ad aspirare hashish con il vaporizzatore. Sa come si fa?".

Qual è stato il momento peggiore?
M: “Nei 1993. Quando andò a fuoco la nostra casa sul lago. Nemmeno le mutande ci rimasero, e nessuno ci aiutò. Tranne Franco Battiato, il migliore”.

Dopo tanti anni. siete soddisfatti per come è andata?
M: “Non e ancora finita. Conosce qualcuno a Bollywood?”.





 

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