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Intervista ai KRISMA, la coppia pił bella del mondo (Rolling Stone Italia, 27 ottobre 2011)

"Con Steve Jobs abbiamo lavorato al progetto di Lisa prima che la Apple gli mettesse i bastoni tra le ruote…"

di Simone Sacco

Krisma alla presentazione di ChyberNationIn Italia da sempre va così. O sei troppo “avanti” oppure anneghi nella mediocrità più sconfortante. Questo, infatti, è il Paese che può fregiarsi dei vari Arbasino, Volonté, Gaber, Eco, Antonioni oppure…
Va beh, i nomi li conoscete: non serve nemmeno stare a ripeterli. E poi ci stanno i Krisma, un duo milanese che si fa fatica a comprendere perfino adesso che sono passati 35 anni esatti dal loro singolo di debutto ‘Amore/Sweet Baby Sue’ (atmosfere da camera da letto alla Barry White sul lato A e una sorta di Lee Hazlewood/Nancy Sinatra de noantri sul retro). I Krisma (partiti come Chrisma) sono stati talmente “avanti” per la media nazionale che ad un certo punto, se mi passate la battuta, avrebbero anche potuto fare pubblicità all’organo di stampa del vecchio Partito Socialista. Punk in Italia prima di tutti (oh yes, beccatevi la loro performance di ‘Black Silk Stocking andata in onda su Rai Uno all’interno di ‘Piccolo Slam’ nel febbraio ’78.
Fuori volavano le molotov e loro giocavano a fare gli Ultravox! snob quando nel nostro Paese ce la menavamo con Banco del Mutuo Soccorso, i Van der Graaf Generator, Venditti, ecc.). Pionieri elettronici che potevano dare del tu ai Kraftwerk e farsi produrre i dischi da Vangelis. Electro quando, nella New York dei primi anni ’80, Afrika Bambaataa profetizzava la nascita di quello che poi si sarebbe chiamato hip hop. Sperimentatori del tubo catodico (e qui la lista è lunghissima: Fuori Orario, Pubblimania, Sat Sat e il loro capolavoro assoluto, quella Krisma TV che sembrava YouTube con almeno cinque anni di vantaggio…).
Addirittura collaboratori, illo tempore, di un certo Steve Jobs che col progetto ‘Lisa’ stava facendo vedere i sorci verdi ai piani alti della Apple… Ovviamente qui da noi se li sono sempre filati in pochissimi e, per abbracciare un po’ di successo nazional-popolare, forse i Krisma devono dire grazie di più al loro ruolo da opinionisti al ‘Chiambretti Night’ che ad una super-hit targata 1980 come ‘Many Kisses (Tirana Love Lunch)’ che però se la giocò in classifica con ‘Could You Be Loved’ di Bob Marley.
Ok, il vostro Rolling Stone ha incontrato i due Krisma (al secolo Maurizio Arcieri - un passato mod con i New Dada - e sua moglie Christina Moser) negli intriganti locali del Santeria di Milano in occasione della presentazione del tributo ‘ChyberNation’ di cui parleremo più avanti. Ed ecco cos’è venuto fuori dalla nostra pepata conversazione.
Con un’avvertenza imprescindibile: scoprire di botto gli autori di ‘Nothing To Do With The Dog’ e ‘Water’ nel 2011 potrebbe essere come un ragazzino nero del Bronx che, a metà degli anni ’80, butta nel suo registratore a spalla un nastro vergine dei Public Enemy.
Esplosione assicurata…

E’ così anche per gli “antipatici” e “difficili” Krisma è arrivato il momento del fatidico album-tributo: reazioni?

“(Maurizio Arcieri) Grazie a tutti voi.”

“(Christina Moser) Io resto sempre un po’ stupefatta da questi tributi. Sono più abituata alla gente che ci insulta rispetto a chi, invece, ci mostra riconoscenza… (sorride, ndr)”

Non c’è il rischio che dietro a queste operazioni - oltre al rispetto - ci sia anche un tentativo di “cristallizzare” il talento dell’artista. Come dire: avete visto, alla fine i Krisma non sono poi così ‘pericolosi’…

“(M.) Sì, ho capito il tuo concetto. Beh, noi vorremmo evitare a tutti i costi la cosiddetta ‘cristallizzazione’! Altrimenti ci ritroveremmo avvolti dalla malinconia dell’alchimista. Ovvero colui che, dopo tanto lavoro dietro alla pietra filosofale, magari si ritrova in mano il ferro al posto dell’oro… (sospira, ndr)”

“(C.) Mmh, ‘cristallizzazione’ non mi piace come termine: mi fa pensare ad una cosa sotto vuoto, a cui manca l’aria… ‘ChyberNation’ lo vedo di più come una ‘rivisitazione’. Un piccolo project nato da alcuni gruppi che un bel giorno si sono messi a fare cover personali dei Krisma. Certo, poi il tributo è cresciuto e al CD si è aggiunto il libro di Joyello Triolo (che contiene un’intervista molto interessante dell’autore oltreché una struggente introduzione firmata da Luca Frazzi. Ndr), il packaging, un altro disco di materiale inedito che per ora non è stato pubblicato, ecc.”

Tra queste sedici “rivisitazioni” ce n’è una che vi ha colpito di più?

“(M.) Beh, di solito queste cose non si dicono ma io e Christina restiamo molto affezionati alla versione di Antiquark di ‘Nothing To Do With The Dog’: loro sono californiani di Los Angeles e hanno fatto davvero un ottimo lavoro. Bravi anche i Machina Amniotica alle prese con ‘Samora Club’ (registrata dal vivo a Cagliari assieme agli stessi Krisma, ndr) e la ‘Many Kisses’ realizzata dai XX Century Zorro.”

“(C.) A loro va più che altro l’oscar della pazienza visto che quella cover risale al 1992! Ricordo che i XX Century Zorro (in cui all’epoca militava un giovane Theo Teardo passato poi al mondo delle colonne sonore, ndr) vennero a farcela sentire a casa nostra impiegando durante la loro performance un’enorme bambola gonfiabile! Di quelle che trovi normalmente in vendita nei sexy-shop…”

Krisma alla presentazione di ChyberNationE poi, ciliegina sulla torta, ‘ChyberNation’ si fregia anche di due inediti assoluti dei Krisma: la strumentale ‘Opera Punk’ e la cover de ‘La Forza Mia’ di Marco Carta suonata come se i Suicide avessero fatto una jam in discoteca con Gigi D’Agostino…

“(M.) In realtà altri inediti dei Krisma sono continuati ad uscire con regolarità pure in questi ultimi anni…”

Eppure la vostra pagina di Wikipedia è aggiornata a ‘Kara’ del 2001, singolo realizzato in collaborazione con il noto DJ Joe T Vannelli…

“(C.) Sì, Maurizio si riferiva agli Stati Uniti visto che noi con la discografia italiana non abbiamo più a che fare da anni… e neppure ne sentiamo la mancanza! (ride, ndr) La nostra musica, invece, è continuata a circolare in formato digitale sia su iTunes che su altri siti americani. Tre anni fa una casa discografica di quelle parti ci ha implorato di mettere questi inediti su di un vinile da vendere in tiratura limitata. E le 5000 copie previste sono state subito spazzate via.”

Cos’è che vi tiene lontani dall’Italia? So che c’erano già stati degli enormi scazzi negli anni ’70 quando siete fuggiti a Londra; e poi successivamente negli anni ’80 quando vi siete trovati in contrasto sia con Caterina Caselli (che allora dirigeva la CGD italiana) che con Vasco Rossi…

“(C.) Sulla Caselli non voglio spendere altre parole. A chi interessasse la faccenda è tutto riportato nel libro di Joyello allegato a ‘ChyberNation’. Riguardo a Vasco, invece, la pietra dello scandalo fu un suo stretto collaboratore dell’epoca, tale Rapallo... In pratica questo tipo un giorno ci fa recapitare a casa la copia finita di un album… sul quale noi stavamo ancora lavorando!”

Vi riferite a ‘Non Ho Denaro’ del 1989, ultimo disco “fisico” attribuito ai Krisma?

“(C.) Sì, doveva uscire per la Bollicine Records di Vasco, ma non sappiamo proprio che fine abbia fatto… Quando Rapallo ce l’ha presentato con quello strano titolo (in realtà doveva chiamarsi ‘Bandito Favorito’) e con una foto di copertina orrenda, noi gli abbiamo chiesto il perché di un tale scempio. ‘Perché i soldi per la produzione ce li ho messi io, quindi l’album appartiene a me!’, ci rispose molto maleducatamente. ‘Benissimo, allora se il disco è tuo, la promozione in radio e televisione vai a fartela da solo, senza il gruppo!’. E così è stato: abbiamo chiamato il nostro ufficio-stampa, annullato tutti gli impegni in programma e detto addio per sempre alla cara, vecchia discografia italiana.”

Discografia a parte, deduco che anche l’Italia in generale…

“(C.) A me la situazione politica attuale di questo Paese fa solo vomitare. L’Italia, da questo punto di vista, non smetterà mai di stupirmi in negativo. Quindi, se dobbiamo guardare la tv, sbirciamo giusto La 7 a notte fonda oppure il TG pomeridiano di Rai Tre.”

Da Chiambretti quand’è che vi si rivede?

“(M.) Non lo sappiamo ancora, è tutto nelle mani di Piero… Il ‘Chiambretti Night’, dopo l’esperienza poco appagante su Canale 5, dovrebbe ripartire prima o poi su Italia Uno. E noi, come tutti, restiamo in attesa di aggiornamenti.”

Ho sempre trovato beffarda questa cosa dei Krisma su una tv berlusconiana…

“(C.) Il programma di Chiambretti è un mondo a parte, una piccola famiglia che fa le cose per bene… Poi, è logico, io devo pur campare e quindi vado dove mi pagano! (ride, ndr)”

Che ne pensate degli “indignati” e di tutto il casino che sta succedendo a Roma?

“(C.) Beh, se c’è da ad aderire a qualche manifestazione di protesta, noi siamo sempre pronti! Solo che viviamo lontani dalle metropoli, sul cucuzzolo di un monte vicino alla Svizzera… Che ne dici, organizzi qualcosa tu? Poi ci chiami e noi arriviamo di corsa!”

Ci proverò. Tra l’altro voi di “provocazioni” in pubblico ve ne intendete alla grande: febbraio 1978, Reggiolo, il famoso episodio di Maurizio che si taglia volontariamente un dito come Iggy Pop…

“(C.) Che delirio quella sera! Pensa che ne parlò addirittura Luca Goldoni sul Corriere della Sera… In pratica andò che degli autonomi fecero irruzione in questa balera impedendoci di fatto di suonare. L’accusa? Eravamo troppo ‘nazi’ per i loro gusti… Ok, facevamo punk, vestivamo di nero ed io portavo pure una gonna con lo spacco molto arrapante ma da qui a definirci nazisti, boh… Così Maurizio si ferì al dito per protesta (Arcieri mi mostra la cicatrice ancora bella visibile, ndr) nel tentativo di placare tutta quella follia ideologica. E poi ce ne tornammo a Londra.”

C’è questo detto che vuole i Krisma sempre troppo avanti per i tempi che altri stanno vivendo…

“(M.) Non ci abbiamo mai fatto caso. Se una cosa ci piaceva, beh, ci lanciavamo a realizzarla senza troppe menate consapevoli. Sai, nel ’77 andammo a Londra e registrammo questo LP chiamato ‘Chinese Restaurant’. Eravamo in rotta con l’Italia, ci servivano nuovi stimoli e un posto più accogliente. All’epoca mi andava di parlare di rivoluzione cinese e quel ‘ristorante’ era anche il luogo dove andavamo spesso a cena con i nostri amici Ultravox!. Una faccenda perfino banale, no? Solo che, anni dopo, qualche critico si è messo in testa che avremmo influenzato addirittura i Guns ‘N’ Roses di ‘Chinese Democracy’! Mah…”

Comunque un videoclip come ‘Aurora B’ era molto in anticipo sui tempi…

“(C.) Sì, quel filmato farebbe scandalo ancora oggi perché dentro c’era un po’ di tutto: il sesso, la morte, lo stalking nel metrò. Tutte cose che succedevano venti anni fa come oggi e che accadranno anche nel 2030!”

Mi citate cinque nomi a cui dovete gran parte del vostro successo?

“(M.) Io li ho elencati a mio tempo all’interno di ‘Thank You’, un brano dello stesso ‘Chinese Restaurant’ ed erano un po’ più di cinque. C’erano Elvis, i Rolling Stones, i mods, i Roxy Music, Eddie Cochran, Louis Armstrong, ecc.”

“(C.) Chuck Berry, Cliff Richard, i Neu…”

Niente Kraftwerk?

“(C.) Macché, loro hanno iniziato contemporaneamente a noi. All’epoca - metà anni ’70 - a fare musica elettronica, in Europa, c’eravamo giusto noi, Vangelis, Jean Michel Jarre, i Kraftwerk e basta. Gli altri erano tutti ibridi. Quindi, è inutile ringraziare altri pionieri quando sei anche tu uno del giro! (ride, ndr)”

C’è un nuovo album dei Krisma attualmente in lavorazione?

“(C.) No.”

“(M.) Forse sì. Nel senso che abbiamo circa tremila pezzi da parte, ma io devo fare assolutamente ordine nel mio archivio digitale e restaurare certe tecnologie non più in commercio. Vedremo…”

Ok, ci congediamo con un vostro personale ricordo di Steve Jobs? Uno al quale, scommetto, i Krisma sarebbero piaciuti un sacco…

“(C.) Noi conoscevamo Steve!”

Sul serio?!

Krisma ChyberNation“(C.) Sì, è successo in Olanda, a fine anni ‘70. Il Mac era ancora lontano dall’essere lanciato sul mercato, e Steve stava lavorando al progetto di Lisa. Ci chiese di fornirgli delle applicazioni musicali…”

“(M.) Poi la cosa non andò in porto perché subentrarono Mike Markkula e Michael Scott (i capi della Apple, ndr) e gli levarono letteralmente il lavoro della mani. Ma Lisa era un computer splendido. Una macchina schizofrenica con derive addirittura quantistiche. In pratica eri tu a governarla e non ad esserne schiavo, come succede con tutti gli altri computer. Ah Steve Jobs, che gran visionario!”

Il lussurioso packaging CD + Libro ‘ChyberNation’ è edito dalla Interno Records/ NdA Press (per info: www.ndanet.it). Dentro ci trovate, tra le altre cose, una versione di ‘Gott Gott Electron dei Volvo Tapes (one man-project di Enrico Fontanelli degli Offlaga Disco Pax), una ‘Telegram’ degli Xelius Project talmente sublime che sembra uscita da ‘Computer World’ dei Kraftwerk e addirittura ‘5 Minuti e poi…’ (successone dell’estate 1968 di Maurizio Arcieri solista) che Johnny Grieco rivisita un po’ alla Aphex Twin. Semplicemente geniale.





 

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