Krisma: Il Cerchio del Tempo (Ritual, January 2008)
A volte ritornano...
A tutto tondo: STEFANO MORELLI
Parlare dei Krisma equivale a scomodare oltre trent'anni di storia rock
italiana, sia in senso popolare che avantgarde. Sorti all'indomani della sbornia
beat declamata dai New Dada di Maurizio Arcieri e dall'incontro d'amorosi sensi
con la felina Christina Moser, Krisma
(definizione che nel suo prologo adottò il
prefisso ‘Ch'), Krisma hanno rappresentato la convergenza italica con la
pionieristica lezione berlinese di casa Eno- Bowie, tenendo conto argutamente
sia dei pregressi in chiave rock e non (Velvet Underground, Roxy Music, la
cosmica tedesca e l'avanguardia neo classica), che della mutazione postmoderna e
anarcoide del punk (attitudine rimasta intatta nell'irriverente metodica a cut
up delle risposte) giunta poi a una sintesi surrealista e plastico glaciale del
contemporaneo umanoide.
Ricordandovi di tornare alla dettagliata panoramica affrontata dalla nostra
Stefania D'Alterio su :Ritual: n. 11 (Aprile 2003,) i passi principali di questo
percorso sono stati il kubrickiano ‘Chinese Restaurant', l'epica pre Kirlian
Camera di ‘Hibernation' e il profetico ‘Cathode Mamma', che oggi esplicano una
rinnovata esposizione grazie alle ristampe della Universal, seppur con un neo:
l'esclusione di ‘Clandestine Anticipation', che seppe sintetizzare nel suo concept acquifero l'esigenza glaciale e anestetico futurista di quegli anni…
dove era costante il poker epico- simbolico ghiaccio-fuoco-acqua-vento. È con
questo interrogativo che diamo inizio alla chiacchierata dadacyborgpunk con la
volpe multimediale Arcieri.
Come mai non avete preso in considerazione la ristampa in toto del
poker precipuo della vostra produzione?
A causa della ragione più stupida: la proprietà è di un'altra major (la CGD,
nda). La schifezza della record company non si era mai vista, nemmeno Chopin
aveva un'ambientazione così riprovevole…
Ma in ogni caso risolverò diversamente e metterò di mia iniziativa tutte le
nostre produzioni in rete. Ci rammarica molto l'esclusione di ‘Clandestine
Anticipation', perché l'elemento acqua in qualche modo riassumeva non solo il
nostro percorso artico iniziale, ma anche l'intenzionalità performativa e
avantgarde insita nel progetto.
Quali risposte state ottenendo dall'audience a seguito delle ristampe
e cosa vi ha spinto a rimettere mano sul tradizionale-seminale operato Krisma?
Le risposte presumono una domanda che non c'è o, se ci fosse, saremmo obbligati
a fare di tutta la nostra esistenza un romanzo con una fine che non vediamo accettabile,
anzi, le operazioni di ristampa ci intristiscono. Costano poco a tutti se non ai
soliti NOI!
Nel vostro primo album si avvertiva e si avverte, una singolare
panoramica kubrickiana (penso a brani come ‘Lycee'), argutamente progredita
in seno all'espressionismo sonoro-cinematografico tedesco e al retaggio
rock classico. Vorrei chiedervi quanto è stata determinante l'estrapolazione
del suono in senso simbolico, se non cinematografico o teatrale.
Con Fassbinder abbiamo strutturato musiche per movies, il senso
meccanico-sensuale. L'approccio è strategicamente e inevitabilmente sensuale, le
pipette di oppio sono esclusivamente la facciata B di una melodia e composizione
totale del racconto inebriante, il momento articolato su sensazioni nuove mai
provate, viste e osservate oggi: esclusive. Il rivedere con le ristampe le
nostre opere ci rovina il momento magico in cui sono state concepite. Il
probabile "Ah, ma com'erano avanti!" ci fa solo incazzare, poiché il tempo non
esiste. Al massimo concediamo agli ormoni di fare il loro lavoro astratto,
sempre uguale nei millenni.
Del resto è innegabile che abbiate colto ed elaborato certe intuizioni
prima di altri, ma in che modo ebbe origine l'idea? Specialmente considerando
la tua iniziale esperienza beat.
In ‘Thank You', scelta non a caso come prologo ed epilogo di ‘Chinese Restaurant',
tributiamo Bowie, Eno, Iggy Pop, Neu! e Velvet Underground, inutile negare che siano
stati i nostri maestri, del resto la contestualizzazione della cosmica e dell'elettronica
sperimentale in seno al rock è stato un fatto che ha anticipato il linguaggio wave,
guarda caso in parallelo con l'esplosione del punk. Sono cose che capitano quando
sei nel posto giusto al momento giusto e, trovandoci sulla medesima linea di pensiero,
abbiamo assorbito i codici del periodo. Il richiamo al beat ha in comune l'attrazione
per la figa e il nuovo modo di ballare, muoversi. Rivoluzione in tutti i sensi:
i miei.
Nei primi anni 80, l'uso dell'immagine e della musica possedeva ancora
una valenza sperimentale, atta a provocare senza limitarsi al puro
entertainment mercificante. Logica oggi decisamente atipica: determina
piuttosto il modo d'essere. Che differenze rilevate nell'odierno?
Non saprei. Negli anni 80 parlavamo dei mosaici in ospedale a Tirana, "many
kisses Tirana love lunch, love in hospital dresses, Tirana love lunch"… Ci hanno
persino copiato: i Subsonica con ‘Nuova Ossessione' nell'81, il gruppo inglese
Albania, i giapponesi e moltissimi altri che non ti dico per evitarci noie. Come
dire, la "plastica" era usata anche ironicamente, alla maniera di un accessorio,
a volte per scioccare!
‘Cathode Mamma' sancisce un connubio tra l'elettronica robotica di
Gary Numan e una proto EBM di ascendenza DAF. Alcuni ci hanno visto una
svolta commerciale, in realtà da questo momento l'approccio Krisma punta
più all'essenzialità sia in senso fisico-corporeo che nella critica sociale
(l'artwork, ad esempio, vi ritrae quale coppia di replicanti alla maniera
di Blade Runner), o sbaglio?
Gary Numan e compagnia bella sono stati influenzati dalla nostra musica e dalle
nostre visioni quando ci frequentavano a Londra.
Vangelis stesso, prima di lavorare
con noi, non sapeva quello che voleva, mentre la prima mezzora di ‘Blade Runner'
è opera mia, dal titolo ‘Suffocation' e così via… Di Zimmer te ne parlo un'altra
volta. Siamo avanti come gli svizzeri di 50 anni: Christina è bernese e io sono
esteticamente intelligentissimo (ride, nda)!
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