Krisma: "Essere o non essere BOP, ma sempre KRISMA" (Sorrisi
e Canzoni TV - 1986)*
Una serie di album all’insegna della ricerca sonora e
dell’elettronica. L’esperienza newyorkese a contatto con Brian
Eno e Arto Lindsay, personaggi di spicco della musica d’avanguardia
Maurizio e Cristina vogliono sempre osare di più e il
nuovo singolo "Be Bop", che segna il ritorno della coppia in Italia,
è un coraggioso passo avanti nel futuro. Ma i Krisma non si
fermano mai e stanno già preparando un nuovo 33 giri interamente
cantato in italiano
Maurizio Arcieri e Cristina Moser, una coppia che non scoppia mai. Insieme
nella vita e insieme, come Krisma, nella musica. Lui, scienziato pazzo e
stregone elettronico, riesce a tirare fuori un’infinità di combinazioni
sonore da un sintetizzatore tascabile Casio MT65; lei, incontenibile pin up
dalla voce sussurrata, dà pepe alle "alchimie" musicali
del
marito con testi divertenti e corrosivi.
I Krisma non hanno mai strizzato
l’occhio alle mode; sperimentare è da sempre la loro passione, fin dai tempi del
debutto discografico, avvenuto nel ‘76 con il 33 giri "Chinese Restaurant", per
proseguire con "Hibernation", "Cathode Mamma", "Clandestine Anticipation" e
"Nothing To Do With The Dog".
Gli ultimi 3 anni Maurizio e Cristina li hanno trascorsi a New York, con due
personaggi di spicco della musica d’avanguardia, ovvero Brian Eno (Maurizio ha
inciso con lui un album di "ambient music") e Arto Lindsay, il leader dei
Lounge
Lizards, che ha collaborato con la coppia nella realizzazione di "Nothing To Do
With The Dog". Esperienze assai proficue, che hanno dato la possibilità ai
Krisma di esibirsi dal vivo nei locali più "in" della Grande Mela: "Non ce lo
saremmo mai immaginato", dice con soddisfazione Maurizio; "pensa che il pubblico
conosceva a memoria le nostre canzoni e ha apprezzato subito le nostre proposte
musicali". La fortunata parentesi a stelle e strisce si è conclusa dunque nel
migliore dei modi; adesso i due Krisma sono ritornati in Italia più agguerriti
che mai. Il loro nuovo singolo si intitola "Be Bop" ed è pieno di voglia di
ricerca. Ancora una volta, Maurizio Arcieri tira fuori dal cilindro suoni
avveniristici, ma senza il fido Casio tascabile: "Con I’elettronica
non puoi mai fermarti, ma devi evolverti, cercare nuove possibilità espressive. In “Be Bop”,
ogni suono registrato è prodotto da combinazioni di suoni diversi che si
intersecano fra di loro con il “MIDl”, un apposito codice. Come risultato ho
ottenuto un grande ritmo costantemente in evoluzione, mai banale ma ricco di
emozionalità".
Non vi sembra che il vostro pop elettronico sia talvolta troppo
complesso per poter essere apprezzato da un vasto pubblico?
"A noi piace questo tipo di prodotti che, come “Be Bop” vanno
necessariamente a una ristretta cerchia di pubblico. Ma non è stato sempre così:
brani come “Lola” e “Many Kisses”, due nostri successi del passato, pur essendo
di ricerca, erano strutturati in modo da piacere indistintamente a tutti".
Maurizio, puoi definirmi in due parole ogni disco dei Krisma?
"Abbiamo incominciato con “Chinese
Restaurant”, che lasciava trasparire una gran voglia di elettronica in una
impostazione decadente; poi c’è stato “Hibernation”,
un disco ancora più tecnologico con un brano, “Aurora
B.“, al quale io e Cristina ci sentiamo particolarmente affezionati per via
di un certo tipo di sonorità Anni 30. “Cathode
Mamma”, invece, tirava in ballo la televisione come la madre di tutti noi e
“Clandestine Anticipation”
affrontava musiche forse meno assimilabili ma più fantasiose. “Nothing
To Do With The Dog”, infine, è stato il nostro album più rivoluzionario;
parlava di videogiochi e del mondo infantile e ne abbiamo tratto un
video un po’ surrealista che è stato trasmesso dalla MTV americana".
Da dove ha avuto origine, secondo te, il pop elettronico?
"Indubbiamente dal punk, fenomeno nichilista fin che si vuole, ma positivo dal
punto di vista musicale".
Negli Anni 60 militavi nel gruppo dei New Dada. Era più facile allora
fare musica?
"No, anche se i tempi erano diversi. Mi piaceva suonare in quei periodi e mi
piace ancora adesso. La musica rappresenta un ottimo investimento e una buona
canzone d’amore è ancora oggi l’intrattenimento più bello, come negli Anni 60".
Dalle tastiere alla voce dei Krisma; da Maurizio Arcieri a Cristina
Moser:
"lo e Maurizio siamo sempre un buon gruppo e per rimanere tali anche dopo tanti
anni occorre amarsi per sempre!".
È più importante l’amore o il lavoro?
"Nel nostro caso metà e metà. È tutto scientificamente deciso, come il nome
Krisma, una specie di marchio di fabbrica".
Cristina, ti definiresti "l’eminenza grigia" del duo?
"No, perché Maurizio è importantissimo. Ha una visione tutta sua della musica;
quindi, prendere o lasciare. 0 sei con lui o sei contro di lui. È lui a decidere
che un “bip” deve andare dopo un “bop”. Semmai io posso fungere da mediatrice".
Ti occupi solo dei testi?
"Anche della musica, ma è un lavoro che rimane nascosto".
Come usi la tua voce?
"Non la manipolo, è così, dal vivo come su disco".
Con coraggio e bravura, Maurizio e Cristina continuano a percorrere nuove
strade proiettate nel futuro. Prossime tappe: un giro di concerti e un
nuovo album, tutto cantato
in italiano e, come sempre, capace di sorprendere.
Di Stefano Bianchi
foto Giorgio Ciprandi
*Thanks to Fabio di Ranno
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